Si è svolto a Roma, il 19 Aprile, presso la sede galleggiante di “Mare Vivo”, l’incontro “Il fiume salva il mare”, dove è stata annunciata l’attivazione di un progetto sperimentale per intercettare la plastica nel Po.

I fiumi sono le grandi arterie del pianeta ma oggi si sono trasformati in ”nastri trasportatori” di rifiuti di ogni genere che, raccolti durante il loro corso, finiscono in mare. L’80% della plastica che inquina i nostri mari arriva infatti dall’entroterra. Per mitigare l’inquinamento, quindi, la prima azione concreta è quella di posizionare sistemi di raccolta dei rifiuti alla foce di tutti i corsi d’acqua. Lo chiede l”associazione “Marevivo” che al tema ha dedicato un incontro a Roma ”Il fiume salva il mare” organizzato con Roma Capitale, in collaborazione con il Comitato Idrologico Internazionale – Ihp Unesco del ministero dell”Ambiente. Appuntamento che rientra nell’ambito delle iniziative per celebrare il Natale di Roma e l’Earth Day, la Giornata per la Terra. “Come Roma Capitale stiamo portando avanti un intenso lavoro dell”assessorato alla Sostenibilità Ambientale con l’Ufficio Speciale Tevere per promuovere attività di riqualificazione delle aree golenali e il monitoraggio delle criticità”, dichiara Pinuccia Montanari, assessore alla Sostenibilità Ambientale Roma Capitale.

Ad accogliere la richiesta di “Marevivo” anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che ha inviato una nota all’associazione. Durante l’appuntamento del 20 Aprile è stato presentato il progetto di sbarramento sul fiume Po che sarà realizzato, in via sperimentale, da Castalia e Corepla (Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica), in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, che partirà nel periodo estivo e avrà una durata di due mesi.

Il sistema sarà posizionato nella zona di Ferrara, più precisamente nella zona di Pontelagoscuro, e ad occuparsi del riciclo della plastica sarà il consorzio Corepla. Nei corsi d’acqua ristretti è molto più facile raccogliere i residui solidi urbani ed è vantaggioso anche economicamente per impiego di risorse rispetto alla raccolta in mare che necessita di imbarcazioni e combustibili. Il sistema di sbarramento, non usando le classiche reti, ha un impatto minimo sulla flora e la fauna fluviale. Con la  sperimentazione sul fiume Po saranno anche raccolti dati, al momento non disponibili, sulla tipologia, il volume e il tasso di riciclabilità della plastica raccolta.

 

 

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