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Comunicato Stampa

Con preghiera di massima diffusione

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Beppe Sala, Sindaco di Milano e il Consiglio Comunale all’unanimità chiedono che sia subito liberata Cristina Cattafesta

 

Milano, 29 giugno 2018

La famiglia di Cristina Cattafesta e la loro legale Avv. Alessandra Ballerini, esprimono grave preoccupazione per il protrarsi della permanenza presso il Centro di espulsione di Gaziantep, nel sud est della Turchia.

Cristina era in Turchia, in qualità di Osservatrice Internazionale per le elezioni presidenziali e parlamentari insieme a una delegazione C.I.S.D.A. ed è stata fermata il 24 giugno per un controllo.

Martedì 26 è stata trasferita nel Dipartimento Immigrazione di Gaziantep per essere rimpatriata.

Speriamo tutti che il suo rientro sia imminente, ma sono passati cinque giorni dal suo fermo e nelle ultime 48 ore, ossia da quando è stata trasferita a Gaziantep, nessuno di noi è più riuscito ad avere contatti con lei perché le è stato sequestrato anche il cellulare.

Cristina è una donna di 62 anni che soffre di problemi di salute ed ha la necessità di fare controlli continui e cure adeguate.

Non abbiamo informazioni certe sul suo rientro, né la possibilità di metterci in contatto con lei.

Sappiamo che ieri l’avvocato del Consolato Italiano è andato a trovarla e siamo grati per l’impegno della Farnesina con la quale siamo in costante contatto ma esprimiamo seria preoccupazione per il suo stato di salute e chiediamo all’Ambasciata Italiana, alle Istituzioni Italiane ed Europee il massimo impegno per riportare Cristina Cattafesta in Italia nel più breve tempo possibile.

La Famiglia di Cristina Cattafesta e l’avv. Alessandra Ballerini

Per info: avv. Alessandra Ballerini, mobile +39 338 75 75 965, email leg-ale@libero.it


Cristina Cattafesta, presidente del CISDA (Coordinamento Italiano a Sostegno delle Donne Afghane),è stata fermata e trattenuta in Turchia, dove si trovava dal 21 giugno per svolgere il ruolo di Osservatrice Internazionale per le elezioni presidenziali e parlamentari, un evento fondamentale per il futuro del paese.

Domenica scorsa, nella città di Batman, Cristina è stata fermata per un controllo da parte della polizia turca e accusata di “propaganda terroristica” per via di una foto su facebook in cui compariva la bandiera del PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Gli altri osservatori fermati sono stati immediatamente espulsi dal Paese, ma non trattenuti.

La Procura di Batman ha trasferito la decisione sulle sorti di Cristina direttamente alla capitale Ankara. Cristina sarà quindi trasferita in un Centro di espulsione a Gaziantep. I tempi per la sua liberazione sono ancora sconosciuti: si parla fino a 6 mesi di detenzione.

 

Comunicato Stampa

Con preghiera della massima diffusione

Nostra sorella Cristina Cattafesta è stata fermata domenica scorsa, 24/06/2018 nel giorno delle elezioni in Turchia, nel sud est del paese, nella città di Batman. Doveva svolgere il ruolo di Osservatrice Internazionale per le elezioni presidenziali e parlamentari insieme a una delegazione di sei persone del C.I.S.D.A – Coordinamento Italiano a Sostegno delle Donne Afghane di cui lei è Presidente.

E’ stata fermata per un controllo dalla Polizia turca insieme ad altri nove osservatori, tutti espulsi ma non trattenuti.

Il 25 giugno il procedimento contro Cristina si è concluso con una sentenza di espulsione dalla provincia di Batman, con conseguente trasferimento nel Dipartimento Immigrazione. Giunge oggi la notizia che mia sorella sarà trasferita in un Centro di espulsione a Gaziantep e i tempi perché possa tornare a casa sono  ad oggi incerti.

Cristina è un’attivista, da sempre in prima fila per la tutela dei diritti umani per i soggetti più discriminati come le donne e i bambini. La sua è una scelta  di  impegno sociale e civile che noi sorelle e tutta la sua famiglia, amici inclusi, riteniamo dia prestigio alla comunità intera.

Chiediamo il massimo impegno delle Istituzioni e della società civile italiana nel riportare immediatamente Cristina a Milano.

 

Silvia e Carlotta Cattafesta

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