62 anni fa l’incidente minerario di Marcinelle

 

L’8 Agosto 1956, a Marcinelle, una frazione di Charleroi, in Belgio, avveniva una delle più grandi tragedie minerarie del ‘900. Attualmente il sito minerario è diventato un bene UNESCO, soprattutto per il valore simbolico della miniera di carbone.


In questa tragedia morirono 262 minatori, 136 dei quali italiani. Per spiegare come mai ci fossero così tanti italiani, bisogna fare un passo indietro. Alla fine della seconda guerra mondiale, il Belgio si ritrova senza manodopera, mentre l’Italia ha bisogno di materie prime. Il 20 Giugno 1946, venne firmato fra il governo belga e quello italiano il Protocollo Italo-Belga, che prevedeva l’invio di 50.000 lavoratori in cambio di carbone. La manodopera inviata in Belgio, non doveva avere più di 35 anni.


Come tutti gli anni, l’8 Agosto a Marcinelle, si terranno delle commemorazioni ufficiali per ricordare la tragedia. Il governo italiano sarà presente con il Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi.
Nel 2001, in tale data, è stata istituita la “giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”. A quanto pare, facendosi un giro per i siti istituzionali e dei sindacati, tale evento pare non esistere. L’unico sindacato nazionale che organizza qualcosa, ovvero una delegazione che si recherà sul luogo del disastro, è l’UGL. Degli altri nulla si sa, e spero di essere smentito da qualche rappresentante degli altri sindacati. Poi, ovviamente ci sono i Comuni che hanno avuto tra le vittime, loro cittadini.


Questa data potrebbe essere l’occasione per riflettere assieme, italiani e immigrati, sul senso del lavoro e su cosa significhi dovere abbandonare le proprie radici per cercare lavoro all’estero. E forse sarebbe una data da ricordare fra i braccianti agricoli del foggiano, o della Campania. E magari potrebbe essere il primo fragile pilastro di un dialogo fra lavoratori italiani e non, per la ricerca di territori comuni nei quali non sentirsi nemici, ma alleati.

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