Sara Gama è uno dei volti simbolo del calcio femminile Azzurro: leader della Nazionale qualificata per i prossimi Mondiali, è in prima linea nella lotta per i diritti delle donne. Il premio L’Altropallone nelle mani del capitano delle Azzurre è ben più di un gesto simbolico: è il riconoscimento della lotta quotidiana delle atlete italiane (non solo delle calciatrici, quindi), impegnate nel tentativo di andare oltre il fin troppo famoso “quattro lesbiche” e di vedersi riconosciuti diritti e prerogative scontati solo per gli uomini.


Corners ha chiesto a otto donne di interpretare Sara, leggendo alcune delle sue frasi più famose.



I Mondiali? L’Italia è competitiva e possiamo giocarcela, ma siamo solo a metà percorso. Però non caricateci anche del peso della mancata qualificazione degli uomini: abbiamo già tanta pressione addosso.
(Sara Gama/Alessia Morabito)

Il ritardo del nostro calcio femminile di circa 15 anni può essere assorbito in poco tempo grazie alla nostra esperienza. Sono l’unica italiana ad aver giocato una finale di Champions, mi auguro che presto ci sia anche un’italiana che la porti a casa.
(Sara Gama/Elettra Dotti)

Alla Juve, siamo professioniste di fatto. Ci manca la forma, che non è poco: le tutele fanno la differenza. Per esempio non abbiamo uno stipendio ma un rimborso spese, perché siamo dilettanti. Ora bisogna adeguarsi a livello statale, è una situazione che riguarda tutte le atlete. Essendo il calcio così importante in Italia, mi auguro di poter fare da apripista.
(Sara Gama/Amal Serena)

Il razzismo nel calcio italiano? Non credo che quello italiano sia un popolo razzista. Credo però che sia un popolo ignorante, nel senso che ignora. Purtroppo il mondo del calcio è spesso specchio della società.
(Sara Gama/Maria Chiara Piazza)

Nei miei ricordi da bambina c’è sempre il pallone. Ma era un divertimento. Oggi è pure gioia e dolore.
(Sara Gama/Anna Cercignano)

Costacurta mi ha paragonato a Fabio Cannavaro, è un complimento, ma io modelli nel calcio non ne ho mai avuti.
(Sara Gama/Valeria Calicchio)

Il mio ruolo di capitano? Non si diventa guida perché lo decidi tu, sono gli altri che ti scelgono. Dai il massimo, diventi un esempio, non esiste altro segreto.
(Sara Gama/Micol Beltramini)

La gente neanche immagina che le sportive in Italia siano tutte dilettanti. Non dico noi che giochiamo a calcio, parlo delle atlete che portano la bandiera alle Olimpiadi. Puoi pensare che per tutte loro lo sport sia un hobby? Non abbiamo un’assicurazione sanitaria, una previdenza. Non abbiamo neanche uno stipendio, il nostro è soltanto un rimborso spese. Però lavoriamo come professioniste: tutti i pomeriggi, e qualche volta doppio allenamento. Ho visto ragazze titolari in Nazionale smettere a venticinque anni perché avevano avuto un’offerta di lavoro. Fino a poco tempo fa se rimanevi incinta l’accordo con la tua società si dissolveva.
(Sara Gama/Margherita Piazza)


 


 

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