C’è da essere sconcertati dalla dichiarazione di totale impotenza di Giuseppe Conte nella sacrosanta richiesta di ottenere verità e giustizia sulle torture e l’omicidio di Giulio Regeni.
Viene da chiedersi quale senso dello stato abbia questo governicchio italiano che appare essere fortissimo con i deboli e debolissimo con i forti.
Criminalizzare i poveri e quelli che i poveri li aiutano (splendido editoriale di Marco Tarquinio su Avvenire del 27/04/2019 “È guerra vera ma perderanno. La strategia contro le reti di solidarietà) e non avere alcuna risposta dal presidente/generale egiziano Al Sisi.
Visto che il presidente del Consiglio non sa cosa esprimere oltre il personale rammarico e visto che “non ha alcun strumento”, occorre che si incominci una campagna ancora più forte e efficace che questi strumenti li inventi.
Campagne di opinione, di pressione e se necessario di boicottaggio. Se il comportamento è quello solito e classico del “pecunia non olet” è sugli “affari” sempre più rilevanti che l’Italia ha in e con l’Egitto che dobbiamo agire.
Se non è in grado di farlo il Governo, facciamoci Stato noi.
Michele Papagna
direttore responsabile
#veritapergiulioregeni
(grazie a la Repubblica e ai suoi giornalisti per aver messo l’attenzione in prima pagina e con ampi e documentati servizi)
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