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Dalla radura al bosco di gemme

Stefania Magnisi
Redazione

Report sul Premio Federico Ceratti 2015

 

Nato da un progetto di Alessandro Di Donna, giovane ventisettenne milanese, il “Bosco di Gemme” si è aggiudicato il Premio Federico Ceratti di Acea Onlus nell’edizione del 2015. Si tratta della prima Food Forest realizzata sul territorio di Milano. Un “mercato vivente” animato nella zona est della città, all’interno della storica Cascina urbana di Sant’Ambrogio, nei pressi di Parco Forlanini. L’iniziativa ha dato il via ad una vera progettazione partecipata dove consumatori, clienti, giovani universitari e l’intera comunità attiva di Cascinet hanno lavorato insieme per coniugare le radici storiche dell’agricoltura con l’innovazione della permacultura, attraverso un processo di osservazione degli spazi ed applicazione concreta delle idee.

Il progetto, perfettamente inseritosi nel contesto interculturale della cascina, ha visto la realizzazione di più fasi che hanno coperto l’intera opera di bonifica e piantumazione dei campi. Il primo passo è stato ovviamente quello di pulizia dei terreni (il bosco sorge al posto di una vecchia discarica a cielo aperto), seguito dal fondamentale coinvolgimento degli stakeholder tramite la raccolta di commenti, idee e consigli e dall’acquisto delle prime piante (grazie anche ad alcune donazioni private). Le attività preparatorie sono culminate nella successiva semina e costruzione di semenzai e strutture per i trapianti.

Parte sostanziale dello studio di progettazione è stato il costante ed ininterrotto aggiornamento delle mappe progettuali, integrate ed arricchite dai continui feedback comunicati dalla natura ed utili per creare riferimenti e comprendere peculiarità e potenzialità degli spazi a disposizione. Durante lo svolgimento delle varie fasi, sono stati immaginati i possibili sviluppi connessi alle attività principali e caratteristiche della Cascina come la falegnameria, la community garden, il progetto di ristorazione, i coworking con le start up e l’housing sociale.

Grazie al “trapianto” della neo Food Forest infatti, lo storico community hub operante nella Cascina di Sant’Ambrogio ha rafforzato il suo carattere di contenitore di relazioni, creando uno spazio interamente al servizio della comunità dove allevare integrazione, coltivare processi di inclusione sociale e creare coesione attraverso la contaminazione. Il progetto ha generato grande partecipazione e cooperazione tra i partecipanti ai gruppi di lavoro.

Tra i collaboratori degni di nota va certamente ricordato Daniel, papà della famiglia rom ospitata nei terreni della cascina, che assieme a tutta la community campestre ha lavorato per la valorizzazione dei terreni e l’attecchimento di tutte le piante (melo, pero, kiwi, ciliegio, eucalipto ecc …) messe a dimora nella ricca foresta cittadina. Il raggiungimento dei primi risultati fa ben sperare per il conseguimento degli obiettivi di breve, medio e lungo termine prefissati al momento di avvio dei lavori, che puntano all’ottenimento di una totale sostenibilità ed autonomia della giovane start up, centro innovativo di opportunità, riqualificazione e  rigenerazione sociale ed urbana.

Stefania Magnisi

 


in Consumi, 26/09/2016