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Rigenerazione milanese ad alta quota

Matteo Gatti
Redazione

High Lines meneghine come Parigi e New York?

 

Giovedì 8 giugno è stato approvato dal Consiglio Comunale del capoluogo lombardo il PUMS (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile), il documento detterà le linee guida per gli sviluppi della mobilità milanese con una prospettiva più che decennale. A settimane verrà reso pubblico, per due mesi i cittadini si potranno esprimere in proposito e successivamente il piano con le annesse osservazioni verrà presentato nuovamente al Consiglio. Tra le priorità indicate è ventilata anche la realizzazione di soluzioni innovative per cambiare il volto delle infrastrutture milanesi, con l’accompagnamento da un lato di partecipazione e interesse e dall’altro di voci critiche. Seguendo l’esempio di esperienze estere analoghe, tre cavalcavia cittadini, la cui edificazione risale al periodo a cavallo tra Anni Cinquanta e Sessanta, potrebbero essere eliminati o trasformati radicalmente: si tratta del Corvetto-Lucania, del Serra-Monteceneri e del Bussa, che subiscono da diversi fronti numerose critiche legate al traffico, all’inquinamento e in alcuni casi anche alla pericolosità di strutture ormai antiquate. Tale rinnovamento urbanistico è oggetto dell’interesse dell’amministrazione comunale da diversi anni ed è stato ratificato ulteriormente delle recenti parole del sindaco Beppe Sala.

Per il Corvetto, realizzato per collegare l’autostrada a piazzale Bologna, il destino sembra essere la demolizione. A proposito del cavalcavia di Viale Renato Serra e Viale Monte Ceneri si parla di novità più sostanziose: va per la maggiore l’idea della trasformazione in un’area ciclopedonale verde, nonostante siano presenti anche altre originali proposte di ampio respiro. Si sono invece perse le tracce del progetto di riqualificazione del Bussa che prevedrebbe un complesso restyling dell’area del cavalcavia. Riflettendo su queste possibili soluzioni innovative e diversificate, nasce immediato il parallelismo con i pre-esistenti modelli esteri che riscuotono un notevole successo.

Parigi ospita la Promenade Plantée, un serpentone  verde di 4,7 chilometri che segue il corso della Senna da Boulevard Périphérique a Place de la Bastille, nel XII arrondissement della capitale francese. Dove precedentemente correva una linea ferroviaria sopraelevata dismessa, è stata operata a partire dal 1988 una riconversione che ha permesso nel 1993 l’inaugurazione di un viadotto con un percorso pedonale e ampi giardini.

A New York, la High Line si è ispirata proprio alla Promenade Plantée: è un’area verde ricavata da un tratto ferroviario sopraelevato della lunghezza di 2,3 km, in disuso dal 1980, divenuta nel 2009 un parco aperto al pubblico nella forma di una passeggiata sospesa, in seguito all’impegno del comitato Friends of the High Line di Robert Hammond e Joshua David. Il secondo tratto è stato concluso nel 2011, mentre una terza parte è stata inaugurata nel 2014. A beneficio di residenti e turisti, in questo viale stretto e longilineo che si snoda a otto metri di altezza è possibile immergersi nella biodiversità botanica, rinfrancarsi su panchine posizionate ad hoc e apprezzare lo skyline di Manhattan.

L’esperienza newyorkese ha stimolato la produzione di numerose idee in tutto il mondo, dalla realizzazione del Bloomingdale Trail di Chicago fino al progetto Lines of Life made in Singapore.

 

Immagine di copertina: vista dall'alto della High Line di New York (foto tratta da Pinterest)

 

Matteo Gatti


in Consumi, 23/06/2017