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Carla Cerati, Lo spirito libero di Milano

Giulia Menegardo
Redazione

Dal 5 ottobre 2016, la Triennale di Milano ospiterà ‘L’altro sguardo. Fotografie italiane 1965 -2015’, oltre 150 immagini per narrare i cambiamenti morfologici e socio-culturali di una nazione

 

L’obbiettivo è valorizzare e rendere note alcune tra le più significative fotografe del panorama italiano, attingendo alla Collezione Donata Pizzi costituita da immagini firmate da più di 50 autrici appartenenti a generazioni diverse.

Uno sguardo al femminile che comunichi a diversi livelli, attraverso punti di vista diversi e che silenziosamente celebri l’accesso delle donne al sistema dell’arte e del fotogiornalismo, ambienti rimasti a lungo appannaggio esclusivamente maschile.

In questa occasione lo spazio Forma Meravigli propone quattro percorsi fotografici affrontati con il linguaggio cinematografico. La prima serata, giovedì 29 settembre ore 19.30, sarà dedicata alla figura di Carla Cerati, una delle fotografe in mostra alla Triennale.

Recentemente il Comune di Milano ha approvato l’iscrizione della foto reporter e scrittrice nel Famedio del Cimitero Monumentale che avverrà ufficialmente il prossimo 2 novembre.

Nata nel 1926, si trasferisce a Milano  all’inizio degli anni ’50. Dalla memoria privata a quella collettiva, la “fotografa onnivora” dimostra da subito acutezza nel cogliere frammenti del reale e rubarli allo scorrere del tempo. Il desiderio di esplorare le passioni e l’emotività fa si che la fotografia di scena sia la porta di accesso a quello che per Cerati non è mai stato un semplice hobby.

Testarda e provocatrice, si serve del mezzo fotografico per denunciare i fatti negati e smentiti a parole come accade per esempio con ‘Morire di Classe’, un reportage sulla situazione dei manicomi italiani.

Le sue immagini mostrano una città che si trasforma, animata dalle contraddizioni sociali, dalla Milano da bere agli anni di piombo, il suo è uno sguardo politicizzato, sensibile al tema dell’emancipazione femminile, curioso nei confronti di quel “nascosto” che caratterizza ogni persona.

Determinata nel compiere il suo lavoro di osservatrice e documentarista del reale, si spinge oltre le apparenze per cogliere ciò che sfugge allo sguardo, l’essenza profonda delle persone nel caso dei ritratti, il significato oltre la forma degli eventi.

Apprezzata da editori e intellettuali, le sue fotografie appaiono sui maggiori quotidiani illustrati del tempo e la sua notorietà supera i confini nazionali con lavori come ‘Culturalmente Impegnati’ e ‘Intellettuali di Sinistra nella Spagna Franchista’. Disillusa dall’opportunismo e dalle dinamiche che intaccano il settore, si distacca gradualmente dalla sua attività di fotogiornalismo per dedicarsi alla narrativa, vincendo numerosi premi letterari.

“Fotografia e scrittura sono due attività che coesistono ma non si fondono: è sempre un’osservazione della realtà. […] la fotografia mi serve per documentare il presente, la parola per recuperare il passato”.

Carla Cerati, 1977

Giulia Menegardo

 

 


in Cultura, 27/09/2016