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ArtIsola, una voce di quartiere

Giulia Menegardo
Redazione

Il cambiamento non sempre segue criteri di continuità con ciò che già c'è. La metamorfosi urbana è inevitabile ma accettarla non significa dimenticare quel che si ha, frutto di quel che si è. ArtIsola è un progetto di rivendicazione dell'umano.

 

Isola è uno dei quartieri milanesi che nel corso degli ultimi 10 anni si è trasformato in modo più radicale. Un cambiamento che ha tratti decisi nella forma, che si manifesta principalmente nell’estetica dell’urbanistica ma che allo stesso tempo non ha potuto sostituire completamente quel che c’era prima. Isola per ora resiste e mantiene la sua anima, rappresentata dalle piccole botteghe artigiane, dalle trattorie storiche, dal circolo Sassetti, da locali underground, librerie e gallerie, dal grande mercato di Piazzale Lagosta e dai suoi abitanti, che ne animano le vie.

Camminando per il Municipio 9, si percepisce ancora la caratterizzazione derivata dalla presenza di una forte componente operaia. Per lungo tempo separata dal resto della città dai binari ferroviari, negli ultimi anni è diventata la protagonista di una progressiva rivalutazione che non sembra aver tenuto conto dello spirito popolare che pulsa in quartiere.

Così oggi la via Confalonieri sembra essere uno spartiacque tra il vecchio e il nuovo, tra la storia e il presente a-storico, tra il razionalismo strutturale e il futurismo. Da un lato la vecchia Isola, fatta di case di ringhiera popolari, dall’altro, superfici lisce e fredde, imponenti edifici di metallo e vetro, privi di uno stile caratterizzante ma al passo coi tempi e con il culto estetico.

Proprio qui, di fronte all’evidenza del progresso, coesiste una realtà fatta di piccole imprese fatte di tradizione e cultura a misura d’uomo. La bottega del commercio equo, piccoli e grandi ristoratori che hanno delineato la propria identità valorizzando la qualità non solo dei prodotti ma anche del rapporto diretto con il consumatore.

Su questa ideale linea di confine, si trovano realtà come ISOLA STORE, che da alcuni anni condivide la sede di Acea Onlus, al numero 3 di via Federico Confalonieri. Un luogo che si presenta come un negozio ma che sarebbe riduttivo definire come tale. Qui approdano prodotti artigianali dal mondo e, di conseguenza, culture lontane. Il modello di commercio adottato è quello regolato da termini equi e solidali, offrendo una vetrina a manufatti provenienti da piccole realtà familiari e non.

Isola Store è arrivato in quartiere quattro anni fa e ha visto crescere il tessuto urbano verso l’alto, posizionato nel lato “vecchio” della strada, quello che sfugge all’attenzione dei passanti che camminano con il naso all’in su, ammaliati dal Bosco Verticale.

In questo contesto fatto di umanità e scenografie alla Blade Runner, prende forma l’idea di ArtIsola, un’iniziativa che usa le arti visive per mettere in relazione persone, un canale di comunicazione che dia voce agli artisti di quartiere, a coloro che lo frequentano o semplicemente desiderano esprimere solidarietà e sostegno al “piccolo ma buono” che abita la via. Ogni mese viene proposta una selezione di opere firmate da autori che utilizzano diversi linguaggi artistici e un tema che direttamente o indirettamente parli di tutto questo, dia valore ai singoli, alle usanze, al luogo che si abita.

ArtIsola non vuole essere una barriera, lo scopo non è di ribadire una chiusura al nuovo ma piuttosto la volontà di veicolare le voci di chi vive ancora di contatti interpersonali, di rapporti diretti, di scelte specifiche per delineare l’identità della propria attività commerciale.

 

Giulia Menegardo


in Cultura, 30/11/2016