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RENDEZ-VOUS, Nuovo Cinema francese

Francesco Castracane
Redazione Roma

al via la VII Edizione del Festival 

 

Si svolgerà dal 5 al 9 aprile 2017, a Roma, la settima edizione di RENDEZ-VOUS, NUOVO CINEMA FRANCESE, il festival dedicato alla scoperta del nuovo cinema d’Oltralpe.

Iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, la manifestazione è realizzata dall’Institut Français Italia, coorganizzata con UniFrance, in collaborazione con l’Institut Français Centre Saint-Louis e l’Accademia di Francia a Roma - Villa Medici. Il responsabile del progetto è Dragoslav Zachariev, la direzione artistica affidata a Vanessa Tonnini.

A Roma il festival si svolgerà in 4 sedi: il Cinema Fiamma (dal 5 al 9 aprile) dove sarà proiettata, in presenza di numerosi artisti, la sezione “Anteprime e Novità”. Previsto inoltre il focus dedicato all’artista Diane Kruger, la quale ha già annunciato che incontrerà il pubblico romano. Presso l’Institut Français Centre Saint-Louis (dal 5 al 7 aprile) avrà luogo “Grandir!”, la sezione che esplora i temi dell’adolescenza e della famiglia, che sarà anche teatro di un incontro con Clotilde Courau.

L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici accoglierà “la carte blanche” dedicata a Louis Garrel (7 aprile) attraverso una trilogia presentata dall’attore e regista. Per concludere, in data 5 aprile, è previsto il dibattito con gli incontri professionali alla Casa del Cinema.

Il Festival viaggerà anche in altre città italiane (Napoli, Firenze, Palermo, Bologna, Torino) e si concluderà alla Triennale di Milano il 4 maggio con il premio reset del Festival dei Diritti Umani.

Il festival Rendez-Vous quest’anno intende raccontare la Nouvelle Vagueal femminile del cinema d’Oltralpe. Il 22% dei film francesi usciti in sala tra il 2011 e il 2015 sono stati infatti realizzati, o co-realizzati da donne, contro il 19% dei tedeschi, l’11% dei film britannici e spagnoli e il 10% degli italiani. In dieci anni il numero delle registe è aumentato del 71% con ben 567 film prodotti.

Film d’apertura del Festival sarà “Sage Femme | Quello che so di lei”, ultimo lungometraggio  di Martin Provost, presentato fuori concorso alla 67° Berlinale. A partire da una “storia semplice”, attraverso l’incontro tra due donne forti e diametralmente opposte, il regista costruisce una commedia agrodolce ma attenta ad ascoltare quegli interrogativi che agitano il cuore della società.

Sul fronte Nouvelle Vague al femminile, Mia Hansen-Løve presenterà a Roma il film Vincitore dell’Orso d’argento perla miglior regia al 66° Festival di Berlino: “L’Avenir | Le cose che verranno”, distribuito da Satine Film.

Appuntamento da non perdere inoltre è quello con il regista di uno degli eredi della Nouvelle Vague: Olivier Assayas per la presentazione di  “Personal Shopper”, distribuito da Academy Two. Premio ex aequo per la miglior regia al Festival di Cannes 2016, l’affascinante thriller parapsicologico ha conquistato la critica americana indagando realtà, identità e apparire attraverso gli occhi e la solitudine della musa Kristen Stewart (in arte Maureen).

Con “Cheznous| A casa nostra” (distribuzione Movies Inspired), tra i titoli più discussi della stagione, torna a Roma il cinema sociale e politico di Lucas Belvaux. Alla sua attrice feticcio, la brava Emilie Dequenne (la grande Rosetta dei fratelli Dardenne), il regista belga affida il ruolo di una premurosa infermiera ingaggiata da un partito di estrema destra per la campagna elettorale. Un film sulle strategie dei partiti populisti per andare al cuore della gente.

Due cineaste puntano lo sguardo sull’adolescenza come indiscussa stagione di sogni e illusioni. “Corniche Kennedy” (distribuzione Kitchen Film) della documentarista militante Dominique Cabrera adatta il l’omonimo romanzo della scrittrice Maylis de Kerangal al fine di regalare un atto d’amore potente e sensuale a Marsiglia e all’adolescenza stessa, stagione della vita in cui tutto è possibile.

Marie-Castille Mention-Schaar, conosciuta per “Una voltanella vita | Leshéritiers”, in “Le Ciel attendra” affronta il difficile tema del processo di seduzione e indottrinamento di alcune adolescenti attraverso internet da parte di gruppi fondamentalisti, e il doloroso percorso contrario della de-radicalizzazione.

Nella sezione Cinema del reale troviamo invece tre opere d’eccezione. Direttamente da Venezia, dove ha vinto il premio come Miglior documentario sul cinema, “Le Concours” di Claire Simon. In quest’opera la documentarista dà prova della sua vena da antropologa non limitandosi ad una semplice immersione nella vita quotidiana della scuola di cinema “La Fémisa Parigi”, ma realizzando un vero tributo all’ideale di meritocrazia repubblicana.

In anteprima assoluta: “Les Habitants” ultimo lungometraggio di Raymond Depardon, uno fra i maggiori fotografidi reportage viventi, componente dell’Agenzia Magnum Photos, documentarista e premio Pulitzer nel 1977.

Depardon ancora una volta attraversa le strade di Francia per ascoltare il popolo e fotografare le sue“parole in libertà, impossibili da inventare”.

Nel documentario “Robert Doisneau, le révolté du merveilleux” (distribuzione Wanted Cinema) scopriamo un volto inedito del maestro francese della fotografia d’autore, un ritratto intimo raccontato con materiale d’archivio inedito della sua collezione privata, attraverso le testimonianze di amici e colleghi, filmato dallo sguardo tenero e attento della nipote, la regista Clémentine Deroudille.

Sul fronte nuovi autori, con “La Mécanique de l’ombre – La meccanica delle ombre”, troviamo Thomas Kruithof. Al suo primo lungometraggio, il regista mette in scena uno polar paranoico-politico sul modello dei classici americani degli anniSettanta, affidando il ruolo da protagonista della spy story al grande François Cluzet, al suo fianco  Denis Podalydès e Alba Rohrwacher. Il film è distribuito da Europictures.

Arthur Harari segna un eccellente esordio con “Diamant noir”, un noir shakespeariano sporco e febbrile incentrato sulle famiglie di commercianti di diamanti di Anversa che riceve il Premio Jacques Deray come miglior poliziesco francese dell’anno. Il premio César come Meilleur espoir masculin va invece a Niels Schneider.

Già presente sul panorama cinematografico per il suo primo cortometraggio “Tousles enfants s’appellent Dominique” preselezionato agli Oscar 2010 e premiato al Festival di Toronto, Nicolas Silhol presenta a Roma, in anteprima europea, “Corporate”, il suo primo lungometraggio, un polar sociale ispirato all’ondata di suicidi nel mondo dell’impresa.

Indagano tutte le sfumature della commedia un manipolo di autori originali e dissacranti. Si affida a toni poetici invece Sophie Reine con la sua opera prima: “Cigarettes et chocolat chaud” pellicola incentrata sugli obblighi e le regole di uno “stage de parentalité”. Popolarissimo attore, autore di pièce e programmi tv in Francia, sbarca a Roma Édouard Baer con il suo “Ouvert la nuit”, rocambolesca commedia on the road per le strade di Parigi di cui Baer è regista e interprete. Ed infine chiude la tappa romana del festival una delle commedie più divertenti (e intelligenti) dell’anno :“La Loi de la jungle” di Antonin Peretjatko. Il regista, dopo l’ottimo esordio con La filledu 14 juillet, firma un’erotica, politica, formidabile avventura equatoriale.

I film saranno tutti in versione originale sottotitolati in Italiano. 

Francesco Castracane 


in Cultura, 31/03/2017