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“Troppu Trafficu ppi Nenti”

Francesco Castracane
Redazione Roma

Dal 22 giugno al 2 luglio riprendono le attività del Silvano Toti Globe Theatre con lo spettacolo “Troppu Trafficu ppi nenti” 

 

Forse Shakespeare non era inglese ma siciliano! Una serie di coincidenze, infatti, porterebbero a credere che il Bardo fosse in realtà siciliano e più precisamente un certo Michele Agnolo Florio Crollalanza di origine quacquera, che, per sfuggire alle persecuzioni religiose, visse tra Messina, Venezia, Verona, Stratford e Londra. Fu autore di molte tragedie e commedie, alcune delle quali sembrano essere la versione originaria di altre ben note opere attribuite a Shakespeare, come "Tropputrafficuppinnenti", scritta in messinese, che potrebbe essere la prima stesura di “Troppo rumore per nulla” di Shakespeare, apparsa 50 anni dopo. In fuga dalla persecuzione religiosa, il presunto siculo-londisnese arrivò a Stratford, dove venne ospitato da un oste guitto e ubriacone, forse parente della madre, il quale lo prese a benvolere soprattutto perché gli ricordava il figlio morto di nome William. Così l’oste prese a chiamarlo affettuosamente "William". A questo punto bastava tradurre in inglese il cognome della madre (da "Scrolla lanza" o "scrolla la lancia" in "shake the speare" o "shake speare"). Nascerebbe così WILLIAM SHAKESPEARE, non più perseguibile come quacquero fuggiasco, ma costretto a conservare il mistero circa la sua vera identità e le sue origini. Nelle ricostruzioni biografiche successive il grande drammaturgo verrà riconosciuto come il terzo degli otto figli di John Shakespeare. Venuto improvvisamente dal nulla, senza luogo né età, e impostosi prepotentemente come drammaturgo e attore alla ribalta della vecchia Londra, lo scrittore generò presto curiosità e scalpore, scatenando una sorta di movimento culturalmente rivoluzionario che lo costrinse ad accentuare il mistero per non essere scoperto dai suoi persecutori.

In realtà però, la vera protagonista di questo spettacolo è l’arcaica e melodica parlata messinese, con qualche spazio per la modernità del proverbiare e per le scelte fonetiche che ad oggi possono apparire insolite, ma che dovevano risultare d’uso comune nelle corti antiche dove il latino era considerato “lingua diplomatica”. Lo spettacolo è in coproduzione con il Teatro della Città di Catania. Andrea Camilleri e il regista Giuseppe Dipasquale hanno messo in scena uno spettacolo presentato al pubblico per  la prima volta all’interno della rassegna Sole-Voci Estate catanese del 2000 e per l’annuale Festival De Théâtre “Atelier” di Sfântu Gheorghe in Romania. Ospite nel 2005 del Festival Internazionale Shakespeariano di Danzica, ritorna per la seconda volta dopo otto anni al Silvano Toti Globe Theatre di Roma, con la direzione teatrale di Gigi Proietti.

La stagione 2017 è promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale con la produzione di Politeama srl e l’organizzazione e comunicazione di Zètema Progetto Cultura

Il Silvano Toti Globe Theatre, costruito nel 2003, è stato realizzato interamente in legno e si presenta come una costruzione circolare con un vasto palco e una scenografia fissa.

Francesco Castracane

Orario degli spettacoli: ore 21,15 escluso il lunedì 


in Cultura, 20/06/2017