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Macerie Prime: il nuovo fumetto di Zerocalcare

Andrea Granata
ZEROCALCARE

«In pratica sono diventato bravissimo a sbagliare da solo. Lo posso insegnà ai master. Però ogni tanto mi serve ancora chiedere agli altri. Forse perché c’ho paura che sennò senza accorgermene divento proprio un’altra cosa. Troppo lontana da come mi sembrava giusto essere»

 

È appena stato presentato alla Libreria Feltrinelli di Milano (piazza Piemonte 2) l’ultimo libro di Zerocalcare: Macerie Prime. Gli incontri continueranno fino al mese prossimo, abbracciando anche altre città, quali Roma, Napoli, Bologna, Bari, Siena, Genova, Sarzana, Padova, Torino e Catania; occasioni nella quali sarà possibile sgraffignare una vignetta con autografo e contribuire a una possibile infiammazione del tunnel carpale dell’artista, il cui record personale è di 13 ore consecutive senza smettere di disegnare.

Macerie Prime è il tentativo di raccontare come è cambiata la via dei personaggi dei fumetti di Zerocalcare (alcuni dei quali ispirati a persone vere, mentre altri sono una fusione di varie personalità) e dell’autore stesso, al fine di non lasciarli intrappolati dentro ad un’immagine cristallizzata e immutabile. Ecco che il lettore, abituato ad aspettarsi determinati comportamenti e contesti, si trova di fronte a situazioni inaspettate, in parte paradossali (attenzione, si tratta di spoiler!): l’amico Cinghiale si sposa e sta per diventare padre; Secco fa l’insegnante di scuola media; Sarah e gli altri si lanciano nell’impresa di partecipare ad un bando per guadagnare qualche soldino. E Calcare, continuamente oppresso dai continui accolli a cui sente di non poter rinunciare, non per una questione di carriera, ma per mantenere integra la sua immagine di sempre, nel rispetto dei suoi principi, e alle prese con il confronto con i suoi amici e conoscenti, quindi il loro cambiamento, che li porta a fare delle scelte, in parte obbligate, che mai si sarebbe aspettato.  Il titolo rimanda perciò alle macerie che l’autore vede attorno a sé, nelle persone che lo circondano, vittime dei demoni dell'"irreversibilità”, dell’”ingiustizia percepita” e dello “spolpamento” (quest’ultimo riguarda direttamente l’artista), cioè il sentimento di smarrimento nel constatare che si sono chiuse tutte le porte e le opportunità della propria vita; di risentimento e frustrazione di ciò che sarebbe spettato, ma che non si ha avuto; e di accerchiamento, ossia che tutti cercano di approfittare della vita altrui. Non si tratta di egoismo: può riguardare la vita chiunque, anche la nostra, ciò nonostante l’autore non fa mai generalizzazioni. Calcare stesso, comunque, non può fare a meno di chiedere consiglio alle persone vicine, per paura di non accorgersi di fare una scelta sbagliata che lo porterebbe ad essere un’altra persona, diversa da quello che gli sembrava giusto essere prima di iniziare a fare il fumettista. La parola “tradimento” ricorre spesso nell’opera di Zerocalcare: nei confronti dei suoi principi, del lavoro e delle persone che gli stanno attorno. In che modo far fronte ai sensi di colpa che fanno rendono insonni, ai chiodi infilati in gola che impediscono di deglutire? L’Armadillo, la coscienza di Calcare, viene improvvisamente sostituito dal Panda, emblema della filosofia dello “‘sticazzi”, immagine con cui tra l’altro si conclude il fumetto. Questo perché il libro è pensato come un lavoro diviso in due parti: la storia ha un intervallo tra il primo e il secondo atto della durata di sei mesi, lo stesso tempo che intercorre tra l’uscita di questo volume e il suo seguito. L’idea è proprio quella che il lettore legga la storia in tempo reale, di come si sono svolti gli eventi, in modo da non vederla compressa e appesantita in un unico libro. Per sapere come andrà a finire la vicenda, occorre quindi attendere la prossima primavera.

Se l’attività sessuale delle oloturie non soddisfa più i vostri interessi zoologici, i documentari di caccia e pesca vi sembrano tradotti a random o il Festival del Guano di Piccione non è stato di vostro gradimento, allora potrebbe interessarvi leggere il nuovo libro di Zerocalcare. Il complesso da pagina brutta di cui soffre l’autore è del tutto infondato!

Per chi ancora non lo sapesse, Michele Rech (classe 1983) è un fumettista italiano che vive nel quartiere romano di Rebibbia, luogo a cui è molto legato. Il nome d’arte “Zerocalcare” risale ai primi anni 2000, quando dovendo scegliere un nickname per discutere su un sito di controinformazione, l’artista si è ispirato allo spot di un detersivo che in quel momento stavano trasmettendo in televisione. Inizia a disegnare subito dopo gli studi, realizzando soprattutto fumetti su fanzine fotocopiate, locandine per concerti punk hardcore e svariate autoproduzioni all’interno dei centri sociali, a cui alterna altri lavori socialmente utili, come estorcere interviste ai passeggeri dell’aeroporto di Fiumicino, boicottare i documentari  di caccia e pesca in lingua francese, traducendo con “cinghiale” ogni parola che non capisce, o assumersi il gravoso impegno di pedagogo, ossia fare ripetizioni. Collabora con diverse riviste e quotidiani (alcuni dei quali sono stati chiusi, cosa su cui l’artista sdrammatizza), tra i quali spicca il settimanale Internazionale (ancora in vita).

L’opera che lo ha fatto conoscere al pubblico è stata La profezia dell’armadillo (2011), inizialmente autoprodotto grazie al supporto del disegnatore Makkox, poi ristampato l’anno successivo da BAO Publishing, casa editrice anche di tutti i lavori successivi. La profezia dell’armadillo è poi diventata un film, la cui uscita è prevista per l’anno prossimo, diretto da Emanuele Scaringi. Tratta dall’omonimo libro, la pellicola riprende la storia originale, rivisitandone tuttavia la sceneggiatura, perciò non si tratta di una trasposizione fedele. Il personaggio principale, infatti, è ispirato a Zerocalcare, ma c’è molto altro, e le figure con cui l’autore spesso dialoga nei suoi fumetti non ci sono, dando alla storia una connotazione più realistica. Ciò nonostante non mancherà il personaggio immaginario più celebre: l’Armadillo.

Presente in tutte le opere di Zerocalcare (ad eccezione appunto di Macerie Prime, in cui viene eclissato momentaneamente), l’Armadillo rappresenta la coscienza dell’artista, nonché il suo alter ego. Ma non si tratta di una sorta di grillo parlante che dice cosa è giusto e cosa è sbagliato, bensì del lato più interno che l’autore ha difficoltà a tirare fuori, ma che riesce a farlo attraverso l’Armadillo che parla di conseguenza al suo posto, affermando ciò che l’artista ha disagio a dichiarare in prima persona. La scelta dell’animale è ricaduta proprio sul fatto che l’armadillo, per natura, si chiude in sé come forma di autoprotezione e quindi è visto come l’animale sociopatico per eccellenza, oltre che essere stato scelto per rendere le tavole più dinamiche, in modo da non dover rappresentare un semplice flusso di coscienza da monologo e poter stemperare le situazioni più complesse o dolorose, facendo così un connubio tra ironia e malinconia.

Questo perché Zerocalcare tende a raccontare storie che lo riguardano in prima persona, dai momenti più esilaranti a quelli più toccanti, in cui il lettore si rispecchia. Significativa per questa linea di pensiero è stata l’influenza esercitata dal fumettista GIPI in LMVDM La mia vita disegnata male (Fusi Orari/Coconino Press, 2008). Tuttavia Zerocalcare rifiuta l’epiteto di artista “generazionale”, nonostante riconosca che la gente cresciuta nel suo stesso periodo si riconosca nelle sue vicende basate sulla cultura anni ’80-’90: dai personaggi dei cartoni animati, ai prodotti commerciali per bambini/adolescenti, fino alle icone musicali e del cinema. Ciò che l’autore racconta non si può accollare a una generazione, perché significherebbe sminuirla, quando invece quest’ultima ha passioni e interessi aldilà di quello che lui racconta, spesso in modo scherzoso.

Per rimanere sempre aggiornati sugli eventi in programma o sulle prossime pubblicazioni, oppure semplicemente per pignoleggiare su eventuali errori ortografici presenti nei fumetti, consultare il blog ufficiale dell’autore: www.zerocalcare.it
 
Per guardare l'intervista completa a Zerocalcare consultare il sito: 
www.internazionale.it/video/2017/11/07/zerocalcare-macerie-prime

 

 

Andrea Granata


in Cultura, 20/11/2017