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Vacanze in campagna

Giulia Zaninelli
VIAGGI

Fare WWOOFING è un ottimo modo per viaggiare per il mondo conoscendo molteplici realtà culturali a partire da un punto di vista troppo spesso sottovalutato: quello del lavoro rurale

 

 

Fuggire dalla frenesia della vita moderna è una forte tentazione per sempre più persone. Le città sono luoghi molto eccitanti, con infinite possibilità e iperstimolanti. Negli ultimi anni si è evidenziato sempre di più il bisogno di allontanarsi dalla città quel tanto che basta per poter sperimentare altre realtà come quelle dei piccoli paesi oppure dei borghi. Sono anche molti i giovani che si riavvicinano al mondo rurale e ad una vita molto diversa dai quella cittadina, in cerca di una nuova dimensione del sé.

Se si vuole sperimentare cosa voglia dire lavorare e vivere in realtà rurali ci si può affidare al WWOOFING che permette a chiunque voglia di sperimentare il lavoro agricolo in diversi paesi del mondo. L’organizzazione di volontariato WWOOF Italia – Willing Workers On Oranic Farm si forma nel 1999; oggi come Associazione di Promozione Sociale si mantiene salda ai principi sui quali è avvenuta la sua fondazione. L’organizzazione WWOOF è presente in diversi paesi del mondo, nei quali promuove la circolazione nazionale e internazionale dei suoi volontari, la ricerca in campo agricolo, la contaminazione rurale e culturale e l’idea di una tipologia di vita rurale e basata il più possibile sui ritmi della natura.

Per fare ciò si serve di una rete di persone (Host) che integrano i volontari (Wwoofers) nel lavoro quotidiano della propria azienda agricola o associazione culturale- rurale, organizzando anche corsi inerenti alle attività dell’Host. Dalla permacoltura alla costruzione di strumenti musicali in legno, dagli orti sinergici alle lezioni di cucina tradizionale, dalla raccolta di frutta o verdura stagionale alla filatura della lana, sono tantissime le cose che si possono imparare facendo un’esperienza come Wwoofer.

In cambio del lavoro in attività agricole, l’Host offre vitto e alloggio. Sono due le cose che i Wwoofers pagano per entrare in questa rete mondiale: una piccola quota di iscrizione che è diversa da paese a paese e il viaggio fino al luogo prescelto. È una modalità economicamente ed eticamente sostenibile perché aiuta i piccoli produttori locali nelle loro attività e permette ai volontari di esplorare la diversità culturale da un punto di vista inedito. Fare un’esperienza di questo genere può davvero cambiare la prospettiva con la quale si interpreta la propria vita conoscendo persone provenienti da tutto il mondo ed imparando cose sempre nuove.

Per altre informazioni visita il sito www.wwoof.it

* foto di copertina: www.gardenclubbackbay.org

 

 

Giulia Zaninelli

 

 

 

 

 

 


in Cultura, 30/11/2017