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La Voce delle ONG

Stefania Magnisi
Redazione

"Non vi chiediamo di prendere le nostre parti parlando di noi, piuttosto di parlate di loro!"

 

Alla campagna mediatica di forte screditamento dell'operato delle ONG, le realtà interazionali del terzo settore rispondono così: "Amici giornalisti, non vi chiediamo di prendere le nostre parti parlando di noi, piuttosto parlate di loro!".

Questo l'appello di CoLomba, l'Associazione delle Organizzazioni di Cooperazione e Solidarietà Internazionale della Lombardia che riunisce più di 100 organizzazioni di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario che, alla recente offensiva generalizzata contro le ONG, ha risposto con un memorandum su quelli che sono (o dovrebbero essere) i veri protagonisti dell'attenzione mediatica e della solidarietà umana: persone che muoiono in mare, quelle che rischiano la vita nelle traversate, la crisi in Siria, la crisi umanitaria del Sud Sudan, gli sfollati che dal Congo si riversano in Uganda, i migranti del Burundi, del Rwanda e della Somalia che scappano da un’Africa dominata dalla corruzione e minacciata da Boko Haram. E perché no, anche il Bangladesh che, pur appartenendo ad un altro continente, condivide la stessa sorte.

Parlate di loro, non parlate di noi.

Di seguito e in allegato il testo integrale del comunicato dell'ONG CoLomba: 

COMUNICATO

LE ONG SCHIERATE PER LA GIUSTIZIA, I DIRITTI UMANI E LA DEMOCRAZIA

Parola d’ordine: Resistenza a tutte le strumentalizzazioni

Da settimane assistiamo a una campagna mediatica di forte screditamento dell’operato delle ONG: nel mirino dei detrattori le operazioni di salvataggio in mare, a cui si imputerebbe un ruolo di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma anche la presunta “scarsa trasparenza” delle ONG, genericamente intese, nella gestione dei fondi per l’aiuto allo sviluppo.

Quale che sia la genesi di questa operazione, gli effetti sono devastanti. Dai giornali alla politica passando per talk show televisivi e interrogazioni parlamentari, l’offensiva generalizzata contro le ONG non ha risparmiato colpi e – come era facilmente prevedibile – accanto alla strumentalizzazione politica da parte delle coalizioni più ostili all’accoglienza, sta fomentando gli entusiasmi dei gruppi estremisti e xenofobi.

Le conseguenze vanno manifestandosi in modo preoccupante nell’ondata di intolleranza sui social network, ma anche nei recenti episodi di violenza, verbale e non solo, ad opera di gruppi di estrema destra: dall’assalto alla sede dell’OIM di Roma, all’intrusione di un gruppo fascista romano all’iniziativa Mediterraneo Downtown, organizzato da Cospe, Amnesty International e Legambiente nei giorni scorsi a Prato, solo pochi giorni fa. Tutto questo è inaccettabile.

Lo scorso 10 Maggio a Roma si è tenuta una conferenza stampa – a cui COLOMBA ha aderito - promossa dall’AOI e dal Forum 3° Settore, in collaborazione con le reti di ONG attive a livello nazionale, nell’ambito dell’iniziativa #OngATestaAlta (Comunicato Stampa finale su: www.ong.it).

A sua volta COLOMBA esprime indignazione per la modalità sciacallesca con cui l’apparato politico e mediatico hanno fino a oggi gestito la questione.

Nessuna delle nostre associate ha mai auspicato l’esonero delle ONG dalle indagini, legittime, doverose e sacrosante laddove si ravvisino evidenze o fondati sospetti di reato. E’ interesse primario delle nostre Organizzazioni, da sempre votate alla trasparenza, oltre che in questo strettamente monitorate dalle Istituzioni e dai donatori, smascherare eventuali infiltrazioni del malaffare nel proprio comparto operativo.

Ma un conto è indagare (cosa che abitualmente si fa nel riserbo delle Procure), altro è diffondere illazioni generalizzate sparando su un'intera categoria di organizzazioni votate alla salvaguardia dei diritti umani di uomini, donne e bambini laddove essi vengono brutalmente sconfessati, calpestati, ignorati dalle stesse Istituzioni che vorrebbero garantirli.

La genericità della comunicazione diffusa sui media nelle ultime settimane, l’accanimento con cui una parte della politica ha voluto mettere “le ONG” sul banco degli imputati per crimini solo ipotizzati, nella perdurante incuranza verso altri fenomeni di ben portata quali e quantitativa, mostrano il volto opaco di un’iniziativa che sa molto più di politica che di etica e trasparenza.

Al martellamento mediatico sull’«invasione», altamente distorsivo dei numeri, fa specchio l’assordante silenzio sulle cause delle migrazioni forzate, sui drammi reali, personali e familiari, connessi all’esperienza migratoria, su tutto ciò che può aiutare una comprensione di questi fenomeni da un punto di vista umano.

Sul tema migrazioni oggi in Italia non ci sono in gioco solo gli «interessi contrastanti» tra chi vuole speculare sul business dell’accoglienza e chi vuole ergere muri, alimentando un clima di odio e intolleranza. In mezzo ci sono argomenti cardine volutamente ignorati, di cui le ONG si fanno portavoce: perché la pressione migratoria non è arrestabile, come potrebbe essere contenuta, a fronte di un drastico cambio di scenario, perché oggi, in un vuoto inconcepibile lasciato dalle istituzioni competenti, non è possibile esimersi dal salvare le persone in mare.

Nondimeno vogliamo provare a trasformare questa crisi in un’opportunità: non per le nostre organizzazioni in sé, quanto per rilanciare l’attenzione sui temi cruciali di cui ci occupiamo, in vista di un rilancio della collaborazione tra la società civile che rappresentiamo e il mondo dell’informazione per la tutela dei diritti umani e la promozione di uno sviluppo davvero sostenibile e inclusivo.

Non ci sottraiamo alle nostre responsabilità: al contrario, ci proponiamo di crescere nella nostra capacità di documentare in modo trasparente il nostro lavoro. Nel contempo facciamo appello ai media perché raccolgano la sfida di opporre resistenza a una strumentalizzazione che offende i valori portanti della Democrazia, di cui i professionisti dell’informazione sono riconosciuti come i primi “cani da guardia”.

Questo l’appello che abbiamo voluto lanciare lo scorso 12 Maggio nell’ambito di un seminario sul tema Immigrazione e cooperazione. La Carta di Roma: informare e comunicare la deontologia dell’emergenza profughi e della cooperazione internazionale, promosso dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, organizzato in collaborazione con COLOMBA e la Città Metropolitana di Milano. L’iniziativa, che ha coinvolto 180 giornalisti ha dato il via ad una serie di appuntamenti analoghi.

Amici giornalisti, non vi chiediamo di prendere le nostre parti parlando di “noi”. Parlate di loro!!!

Delle persone che muoiono in mare, di quelle che rischiano la vita nelle traversate e del perché lo fanno. Parlate della crisi in Siria, che ha prodotto oltre 6 milioni di profughi, ma non solo: parlate della crisi umanitaria che dal Sud Sudan ha mosso 1 milione di bambini verso la Nigeria, l’Etiopia, il Ciad, l’Uganda, il Kenya. Parlate del milione di sfollati che dal Congo si riversano in Uganda, in gran parte donne e bambini. Parlate di chi si sposta dal Burundi, dal Rwanda, dalla Somalia, perché in un’Africa dominata dalla corruzione e minacciata da Boko Haram non c’è vita in cui sperare. E ancora parlate del Bangladesh, che condivide le stesse sorti, pur essendo in un diverso continente.

E ancora: cercate le connessioni della tratta di esseri umani con la criminalità organizzata a tutti i livelli anche nel nostro Paese: in questo, al pari delle Procure, ci troverete alleati.

Aiutateci a far capire all’Italia e all’Europa che fermare i flussi migratori è impossibile, se la politica non farà un cambio di marcia, decidendo di farsi carico dei problemi in modo diverso. Ovvero impegnandosi in una seria lotta alla corruzione a tutti i livelli e dando una chance agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, definiti dalle Nazioni Unite nell’ambito dell’Agenda 2030, di essere realmente perseguiti, con il concorso di tutti: ONG, Istituzioni, Enti Locali, Imprese, semplici Cittadini. Che quegli obiettivi si realizzino è impossibile, se nessuno li conosce, se nessuno fino in fondo perché non sono solo importanti, ma vitali. Noi a parlarne ci proviamo, ma ad ascoltarci sono in pochi. Del resto, l’informazione non è il nostro lavoro: è il vostro. Diamoci una mano.

Per ribadire il proprio impegno in prima linea su questi temi, le ONG di COLOMBA saranno per le strade di Milano il prossimo 20 maggio 2017, in occasione dell’iniziativa Insieme Senza Muri: https://www.20maggiosenzamuri.it/, a fianco di quanti si riconoscono nei valori del rispetto, del diritto, dell’inclusione e della solidarietà.

Milano, 13 Maggio 2017

COLOMBA – Cooperazione Lombardia - Web: www.onglombardia.org

Contatti Ada Civitani (presidente): email colomba@onglombardia.org – cell: 339 1363473

 

Stefania Magnisi


in Diritti, 16/05/2017