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Fukushima

Federica Petralli
I quaderni di Energiafelice5

A 5 anni dal disastro 

 

"Siamo esseri umani ospitati su un pianeta che ci fa da culla ed è nostro dovere far sì che le nostre attività custodiscano l’ecosistema che ci permette di sopravvivere. Le attività che rendono la terra inospitale non sono degne di ciò che siamo e dovremmo ricordarlo più spesso."

"Disastroso è il fatto che dopo cinque anni materiale radioattivo continua a fuoriuscire dalla centrale, come ha sottolineato anche Naoto Kan che era primo ministro ai tempi del terremoto . Quello che rimane del nocciolo dei reattori continua ad essere raffreddato attraverso l’impianto che inietta continuamente acqua: circa 400 tonnellate ogni giorno. Quindi ogni giorno 400 tonnellate d’acqua radioattiva vanno trattate per ridurne la concentrazione di radionuclidi, ma rimane alta la concentrazione di trizio (un isotopo dell’idrogeno) e continua ad aumentare il numero di serbatoi necessari a stoccare quest’acqua (si stimano più di un milione di tonnellate)." 

Roberto Meregalli

Questi sono solo alcuni dei contenuti del Dossier di Energia Felice dal titolo "Nucleare 2016 (Fukushima+5)". Un'interessante rilevazione dello stato di fatto a 5 anni di una delle peggiori catastrofi degli ultimi anni. Un richiamo a quanto è urgente investire su energie alternative in grado di fornire le basi per uno svolupppo sostenibile. Esso infatti ha ritmi sempre più accellerati, spesso è fine a se stesso e rischia di mettere in pericolo l'intero ecosistema, di cui l'essere umano è parte. 

Un discorso che perquanto possa sembrare banale non è mai abbastanza considerato nelle decisioni politiche ed economiche di tutto il mondo. Si interviene sempre sull'emergenza, qundo il danno è fatto. Una volta messo il cerotto torna il silenzio ed il proseguo di scelte devote solo al "capitale", di cui l'uomo è schiavo.

 

Il quaderno n.5 di Energia Felice ci ricorda che il silenzio post-emergenza non cancella gli effetti di situazioni drammatiche come quella che si è presentata 5 anni fa nella centrale nucleare di Fukushima Daiichi. 

Federica Petralli

 


in Editoriali, 12/03/2016