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Caos Radioattivo. Chimera o Minaccia?

Stefania Magnisi
Redazione

Italia: sì al disarmo nucleare (una voce ancora troppo debole)

 

Nel  novembre del 2013, in occasione della lettera di Rete Disarmo e di Beati Costruttori di Pace per il sostegno dell’Italia all’iniziativa neozelandese sul disarmo nucleare,  alla domanda: "Il tema del disarmo nucleare è attuale sulla scena mondiale?", l’ex Vicepresidente degli Affari Esteri Lapo Pistelli rispose: "Lo è meno di come lo ha vissuto la mia generazione, cresciuta ai tempi della dottrina della mutua distruzione assicurata, del confronto tra Unione Sovietica e America, e poi dei primi summit sul risparmio”.

E se percorrendo un viaggio da “Ritorno al futuro”  si spostasse la macchina del tempo avanti di un paio di anni e si riflettesse su coincidenze come:

- Arresto di Mohammed Bakkal per il possesso illecito di un filmato della videosorveglianza del centro belga di Ricerca nucleare SCK-CEN poco dopo gli attentati di Parigi 2015.

- Omicidio di una guardia di sicurezza nell’Istituto Nazionale degli Elementi Radioattivi in Belgio due giorni dopo gli attacchi di Bruxelles 2016.

Probabilmente la conclusione logica più immediata sarebbe: “L’ISIS cerca materiale nucleare”. E se la conclusione più logica fosse anche la più spaventosa? Cosa accadrebbe se quella che è da molti considerata la più sanguinaria e spietata organizzazione terroristica del XXI secolo si impadronisse di materiale radioattivo non adeguatamente protetto? Forse,  il reale pericolo che l’Europa e l’intero mondo si trasformino in una devastante Fukushima Dai-ichi dovrebbe far sì che la risposta giusta alla domanda posta all’onorevole Pistelli sia un risonante: "Sì. Poiché l’arma nucleare non consente di dire mi spiace, ho sbagliato, la prossima volta starò più attento”.

Stefania Magnisi

di seguito una petizione firmata in occasione della risoluzione presentata all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite da Messico, Sud Africa, Austria, Irlanda, Brasile e Nigeria, con oggetto l’ avvio dei negoziati nel 2017 per un nuovo trattato che vieti le armi nucleari, da numerosi esponenti del pacifismo, del volontariato e della società civile; anche AceA Onlus e Consumietici.it sottoscrivono e aderiscono.

a cura di Alfonso Navarra: 

L’Italia voti a NY 2016 (Assemblea generale dell’ONU) il bando delle armi nucleari - Appello

Onorevoli deputati e senatori,

il 28 settembre un gruppo di Stati ha presentato una risoluzione all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si sta tenendo in questi giorni a New York: l'oggetto è avviare negoziati nel 2017 per un nuovo trattato che vieti le armi nucleari.

Gli Stati che hanno preso l'iniziativa sono il Messico, l'Austria, l'Irlanda, il Brasile, la Nigeria e il Sud Africa.

Il testo della risoluzione è possibile rinvenirlo al seguente link: www.icanw.org/

Questo documento è il frutto dei lavori dell'OEWG (gruppo di lavoro aperto dell’ONU) di Ginevra, conclusosi il 19 agosto. In esso - possiamo considerarlo una "svolta storica" - è apparso evidente che la maggioranza degli Stati ha espresso l'orientamento esplicito e convinto - stavolta sembra che si voglia andare fino in fondo - per lo sviluppo di un trattato che proibisca le armi nucleari.

Ovviamente una dura opposizione a questa risoluzione è prevista dagli Stati dotati di armi nucleari, che hanno disertato Ginevra e sono unitissimi sulla ipocrisia dell'approccio "step by step" al di là delle loro divergenze geopolitiche ed economiche.

Il voto all'ONU sulla risoluzione è previsto nel periodo 24 ottobre-2 NOVEMBRE (quindi in parte viene a coincidere con la Settimana ONU per il disarmo, dal 24 al 30 ottobre).

Il lavoro del movimento INTERNAZIONALE per il disarmo sta cominciando a pagare ed i "disarmisti esigenti", che promuovono il presente appello, ne sono il terminale italiano al momento più deciso ed attivo. La svolta storica negli sforzi globali per liberare il mondo dalle armi nucleari è lì lì ad un passo e ciascuno di noi può contribuirvi. Quello che vi chiediamo in relazione alla vostra precisa responsabilità istituzionale è di esigere dal governo italiano l'impegno concreto per un mondo libero dalle armi nucleari a partire dal sostegno dell'iniziativa in corso all'ONU per un Trattato di interdizione degli ordigni nucleari, preparatorio di una Convenzione che porti alla loro effettiva eliminazione.

Può partire da voi, se imponete una discussione ed un voto parlamentare, il mandato al governo italiano a giocare un ruolo concreto ed attivo nell'Assemblea generale dell'ONU: l'Italia dovrebbe votare e fare votare la risoluzione citata presentata dal Messico.

E' utile anche considerare il fatto che tra gli Stati "ombrello" c'è chi dimostra una certa libertà di movimento e non si oppone con il voto al Trattato di interdizione: un esempio è l'Olanda, che è membro NATO al pari dell'Italia ospitante le atomiche B-61 in corso di modernizzazione.

Forse, considerando con realismo una situazione culturale del nostro Paese che, ad esempio, non è pienamente informata e sensibilizzata sul pericolo concreto di guerra nucleare per errore, non sarebbe deprecabile, per il momento, accontentarsi, dal punto di vista della causa del diritto dell'umanità alla sopravvivenza, anche di una astensione italiana che segua l’esempio olandese. Una tale “non scelta” da parte dell'Italia sarebbe più coerente di una scelta sbagliata: per il parlamento italiano defilarsi dall'attuale schieramento a fianco degli Stati "ombrello" più oltranzisti nel difendere lo status quo nucleare è più coerente con l’avere, nel corso degli ultimi anni. già più volte assunto prese di posizioni per il disarmo nucleare. E, a ben ricordare, persino in favore della revisione del concetto di deterrenza e difesa della NATO in cui il ruolo strategico delle armi nucleari tattiche dovrebbe essere del tutto escluso.

Abbiamo già stimolato un voto parlamentare "per il diritto alla sopravvivenza garantito dalla liberazione dalla minaccia nucleare":  la nostra proposta di inserire tale diritto in una Dichiarazione ONU dei diritti dell'Umanità è passata in sede di preparazione della COP 21 di Parigi. (La documentazione relativa alla giornata di discussione alla Camera: “COP21 La sfida che non si può perdere – L’Italia e l’Europa verso la Conferenza di Parigi”, è rinvenibile alla URL: http:). I sottoscritti, memori di ciò, ritengono che una iniziativa simbolica nello stesso senso potrebbe aiutare la comprensione, a tutti i livelli e nella maniera più ampia, dell'importanza e dell'urgenza assolute nel portare avanti il disarmo nucleare.

Per questo motivo proponiamo la premiazione istituzionale di Stanislav Petrov, il colonnello sovietico che il 26 settembre 1983 probabilmente evitò al mondo la guerra nucleare (vedi articolo del Corriere della sera a firma di Fabrizio Dragosei rinvenibile al seguente link: http:).

Questa vicenda vera, ed altre analoghe di crisi nucleari risolte per un pelo, potrebbero indurci a pensare che la mano della Provvidenza finora ci ha evitato il baratro ma che forse non è il caso di abusare della pazienza di Domineddio o della Fortuna che ci ha assistito perdonandoci l'azzardo irresponsabile con il quale conduciamo gli affari del mondo ...

Per i "disarmisti esigenti" (dall'appello di Stéphane Hessel ed Albert Jacquard ad "esigere" un disarmo nucleare totale, vai su www.petizioni24.com)

Alfonso Navarra - Fermiamo chi scherza col fuoco atomico (www.osmdpn.it)

Antonia Sani e Giovanna Pagani (WILPF Italia)

Luigi Mosca - Armes Nucléaires STOP

Mario Agostinelli - Energia Felice

Alex Zanotelli - missionario comboniano

Alberto Chiaberto – Sindaco di Villar Focchardo

Guido Viale – Prima le persone

Lidia Menapace – ANPI

Davide Grassi – Addio Pizzo

Umberto Santino – Centro di documentazione siciliano Giuseppe Impastato

Alessandro Marescotti (PeaceLink)

Ennio La Malfa - Accademia Kronos

Michele Boato – Ecoistituto del Veneto

Fabrizio Cracolici e Laura Tussi - Progetto "Per non dimenticare" - Città di Nova Milanese e Bolzano

Francesco Lo Cascio - Scuola di nonviolenza

Luigi Cadelli - MUN Milano

Giuseppe Luigi Bruzzone - disarmista fornariano

Olivier Turquet - Pressenza

Joachim Lau - IALANA Italia

Alberto L'Abate - Rete IPRI-CCP

Giuseppe Marazzi e Massimo Aliprandini - LOC

Luciano Zambelli - LDU

Vittorio Pallotti - CDMPI

Matteo Soccio - Casa per la pace Vicenza

Adriano Ciccioni – Cittadini del mondo

Emilio Bibini - Psiche & Natura

Attilio Galimberti – Ordine Francescano Secolare

Vittorio Agnoletto – Costituzione Beni Comuni

Tiziana Pesce – ANPI

Elio Pagani – Forum contro la guerra

Maurizio Benazzi – Ecumenici

Irene Scaramellini – ricercatrice Archivio Disarmo

Giuseppe Farinella – Centro di documentazione A.P.E.

Patrizia Gentilini – Medici per l’ambiente

Massimo Zucchetti – Scienziati per il disarmo

Claudia Pinelli – ANPI

Agnese Ginocchio – cantautrice pacifista

Fortunato Sindoni – cantastorie pacifista

Pietro Pastena – obiettore di coscienza

Michele Papagna – Consumietici.it


in Editoriali, 12/10/2016