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Siamo ciò che mangiamo e come lo mangiamo!

Federica Petralli

Nutrizione e stili di vita 

 

Sempre di corsa. Di corsa come criceti in gabbia sulla propria ruota: l’obbiettivo è andare più veloce. Secondo l’accumulo. I pasti diventano veloci pause a cui si può facilmente rinunciare oppure al contrario momenti di sfogo  in cui trovare un po’ di sollievo dalla propria frenetica vita, dove comunque vige il principio dell’accumulo, della quantità.  

La qualità del cibo e di un ritmo di vita sano quando c’è spesso sfocia in dottrine: non si ascolta il proprio corpo ma si segue il santone o la moda del momento. E cosi tutti vegetariani, tutti vegani, tutti crudisti…

Senza contestare alcuna scelta alimentare è giusto riflettere sui motivi di certe decisioni e ancor di più sul modo in cui ci nutriamo all’interno di in uno stile di vita congruo. Insomma evitare le mode e dare voce al proprio corpo! Un corpo che ha bisogno di un tempo per riposare, nutrirsi e fare moto, che ha bisogno di proteine, carboidrati, vitamine ma anche di un rapporto con la mente di reciproco scambio positivo. Cosi serenità, equilibrio, desideri, curiosità e soddisfazioni diventano ingredienti che non possiamo permetterci di rimandare.

Purtroppo queste riflessioni non contemplano solo la vita adulta dell’uomo occidentale, ma fanno riferimento anche all’infanzia. Educhiamo fin da subito i nostri bambini a correre come criceti in gabbia: scuola fino al pomeriggio, merenda veloce (per lo più a base di merendine confezionate che si fa prima!), poi sport, poi lezione di musica, poi compiti, poi… Fin da bambini rimaniamo assuefatti ad un sistema sociale e ad uno stile di vita che vede come un impedimento tutte le necessità che il nostro corpo chiede. E cosi aumentano le allergie, gli stati ansiosi, i problemi dell’alimentazione come anoressia, bulimia, obesità.

Chi produce e vende prodotti alimentari cavalca l’onda e si adatta alle richieste della società. La qualità continua ad essere messa al secondo posto in favore della quantità, e cosi abbiamo allevamenti intensivi che utilizzano mangimi a base di antibiotici, fast food, cibi pronti a base di conservanti. La mia generazione e quelle successive alle mie difficilmente hanno e avranno la possibilità di assaporare il gusto vero di molti alimenti.

Tutto ciò è paradossale soprattutto in un paese che vanta la tradizione culinaria più buona e di qualità al mondo. Per questo proprio dall’Italia dovrebbe ripartire la ricerca di un equilibrio tra mente e corpo, che non può limitarsi ad una dieta, bensì alla riscoperta di uno stile di vita più sano e genuino. Purtroppo questo obbiettivo è arduo da raggiungere in quanto in netto contrasto con la società ed il mercato dei criceti!

 Federica Petralli


in Editoriali, 25/10/2016