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Immaginare l’impatto dei mondiali di calcio 2010 sul Sudafrica e sul continente africano sarà sempre qualcosa di inadeguato rispetto alla realtà. 

L’assegnazione del massimo torneo calcistico al Sudafrica è – a tutti gli effetti – una promessa che riguarda il futuro di tutto il Continente ed in particolare di quella parte che chiamiamo Africa sub-sahariana.

Un grande continente, davvero, da molti punti di vista, tanto da non poter  essere riassumibile in una descrizione esaustiva di tutte le sue peculiarità. Per questo ci piace pensare alle tante afriche di cui è composta l’Africa: culture, storie, economie, sapori, colori ancora in divenire, le ultime forse da cui ci si possa aspettare un contributo creativo, e non totalmente omologato, in tempi di globalizzazione.

Questa Africa  non è certo immune dalla seduzione, dalla  coercizione o  dall’omologazione del mercato unico e delle sue regole; e i tanti problemi  dovuti al rapporto con un devastante periodo di conquista e poi della  complessa via verso l’autodeterminazione sono ben lungi dall’essere risolti  ; ma sarebbe ingiusto appiattirci a nostra volta solo sui problemi di un  continente; guardiamo all’Africa che cambia le speranze e le aspettative  delle tantissime comunità di cui si compone e di noi tutti: insieme a loro,  al loro fianco.

Viaggiare all’interno delle realtà africane, viaggiare all’interno della realtà degli africani anche in Italia, utilizzando il calcio come strumento di comunicazione,  di partecipazione e di coesione sociale. Un evento importante non solo per il continente africano, ma per tutte le comunità africane che vivono nelle città europee e italiane: un evento che vogliamo vivere e raccontare viaggiando attraverso diverse città e regioni italiane, per arrivare a Johannesburg, in Sudafrica, alla riscoperta di un calcio libero, pulito, bello, da giocare.

Il viaggio inizierà a fine maggio 2010, anticipando il fischio d’inizio dei mondiali 2010. Prima con alcune tappe in Italia, poi da Nairobi dove lo sport come strumento di lotta all’esclusione giovanile negli slums è già protagonista di vari progetti a Kivuli, Kibera e Mathare.

Il calcio sarà il filo conduttore del viaggio: attrezzato con tutto il necessario (porte da calcetto, palloni, tira righe, divise) il “matatu” ogni giorno si fermerà in piccoli villaggi dove saranno organizzati tornei di calcio, improvvisati.

Lungo il percorso sono previste tappe nei luoghi dove sono attivi i progetti di cooperazione delle associazioni e delle Organizzazioni non governative (Ong) associate a CoLomba.

Sarà il calcio di strada, del campetto sterrato o dovunque c’è un pezzo di verde disponibile, il calcio povero…ma bello da giocare. Tutta l’avventura sarà documentata con l’obbiettivo di far rivivere questo viaggio a molte altre persone; con collegamenti “in diretta” in Italia, alla partenza  da Nairobi e all’arrivo, a Johannesburg, in occasione della finale dei Mondiali.

Anche in Italia il calcio sarà il filo conduttore del viaggio: anche qui, lungo il percorso, il “matatu” si fermerà nelle periferie delle città, piccole e grandi e s’improvviseranno tornei di calcio e calcetto: parrocchie, oratori, centri sociali, associazioni sportive, palestre popolari….

 

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