“85.000 firme raccolte sulla Legge di Iniziativa Popolare “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”

Il 27 Ottobre 2017 sono state consegnate alla Camera dei Deputati le oltre 85.000 firme raccolte a sostegno della legge di iniziativa popolare per cambiare politiche sull’immigrazione e superare la Bossi-Fini, promossa da Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, Radicali Italiani ed Emma BoninoACLI, ARCI, ASGI, Centro Astalli, CNCA, A Buon Diritto, CILD con il sostegno di centinaia di sindaci e di associazioni. Un risultato che va ben oltre l’obiettivo minimo delle 50.000 sottoscrizioni necessarie, in base alla Costituzione italiana, per portare la legge all’attenzione del Parlamento.

“Siamo molto contenti per il risultato straordinario ottenuto e per il modo in cui l’abbiamo ottenuto, perché “Ero straniero” è stata un’iniziativa popolare e plurale; e perché abbiamo conosciuto e fatto emergere quel patrimonio di solidarietà che esiste nel tessuto civile di questo Paese e che produce legalità, sicurezza e coesione sociale. Lo abbiamo fatto in un insieme trasversale di realtà e lo abbiamo fatto anche in quanto cattolici, perché essere stranieri è costitutivo del nostro essere cristiani. Per questo siamo felici che più volte Papa Francesco abbia apertamente sostenuto la nostra iniziativa”, ha commentato don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità di Milano.

Un successo straordinario che si deve soprattutto alle centinaia di volontari, militanti e attivisti che hanno trascorso gli ultimi sei mesi a raccogliere le firme nelle strade e nelle piazze d’Italia, spiegando ai cittadini le soluzioni proposte dalla legge di iniziativa popolare per cambiare le politiche sull’immigrazione attraverso l’accoglienza, il lavoro e l’inclusione. In un dibattito pubblico dominato dalla paura e dalla demagogia, il successo della campagna non era affatto scontato. La campagna “Ero straniero”, invece, ha unito realtà diverse, laiche e cattoliche, dando voce al Paese che rifiuta la politica dei muri e crede che l’immigrazione possa essere un’opportunità. Grazie alle firme di decine di migliaia di cittadini è stata conquistata la possibilità di affermare nel Parlamento e nella società un racconto diverso sull’immigrazione e avanzare soluzioni per governarla con regole certe basate sulla legalità e sull’umanità.

Nei sei mesi di campagna sono stati allestisti circa 4 mila banchetti di raccolta firme in centinaia di città d’Italia: dai grandi centri come Roma, Milano, Bergamo, Venezia,Torino, Cagliari, Napoli, Foggia, Bari, Firenze, in cui si è raccolto il numero maggiore di firme, ai piccoli comuni che hanno dato un contributo importante grazie all’impegno personale di circa 150 sindaci. A rappresentarli in piazza Montecitorio, in occasione del deposito delle firme, Franco Balzisindaco di Santorso,comune in provincia di Vicenza che ha realizzato alcune tra le migliori pratiche di accoglienza, e l’assessore di Bergamo Giacomo Angeloni, in rappresentanza del sindaco Giorgio Gori, uno dei primi sindaci ad aver aderito all’iniziativa.

La campagna “Ero straniero – L’umanità che fa bene” ha potuto contare sull’adesione e il supporto di personalità e organizzazioni, tra cui Fondazione Migrantes, Caritas Italiana, CGIL, Altromercato, Federazione Chiese Evangeliche Italiane, Emergency e anche di Papa Francesco che ha più volte espresso il proprio sostegno alla legge di iniziativa popolare.

Il titolo della legge d’iniziativa popolare depositata oggi alla Camera dei Deputati è: “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”. Si compone di 8 articoli che prevedono: l’introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione e attività d’intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri non comunitari; la reintroduzione del sistema dello sponsor; la regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”; nuovi standard per riconoscere le qualifiche professionali; misure per l’inclusione attraverso il lavoro dei richiedenti asilo; il godimento dei diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati; l’uguaglianza nelle prestazioni di sicurezza sociale; maggiori garanzie per un reale diritto alla salute dei cittadini stranieri; l’effettiva partecipazione alla vita democratica col voto amministrativo e l’abolizione del reato di clandestinità.

Tra i firmatari risultano esserci: Ascanio Celestini, Zero Calcare, Debora Serracchiani, Diego Bianchi (Zoro), Giuliano Pisapia, Giusi Nicolini, Marino Sinibaldi, Melania Mazzucco, Michela Murgia, Padre Camillo Ripamonti, Padre Fabio Baggio, Sergio Chiamparino, Stefano Boeri, Susanna Camusso, Virginio Colmegna.

 

Francesco Castracane

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